Osteopatia e ADHD in età evolutiva: un supporto complementare al benessere del bambino

Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è una condizione del neurosviluppo che interessa bambini e adolescenti e che può influenzare attenzione, autoregolazione, comportamento e qualità della vita. Accanto ai percorsi diagnostici e terapeutici tradizionali, sempre più famiglie si interrogano sul ruolo di approcci complementari, tra cui l’osteopatia.

Questo articolo ha l’obiettivo di chiarire che cosa può offrire il trattamento osteopatico nel contesto dell’ADHD e come l’osteopatia possa inserirsi in modo corretto all’interno di un approccio multidisciplinare.

ADHD

L’ADHD non riguarda esclusivamente l’attenzione o il comportamento, ma coinvolge diversi aspetti del funzionamento del bambino, tra cui:

  •       regolazione del tono muscolare
  •       organizzazione posturale
  •       coordinazione motoria
  •       integrazione sensoriale
  •       capacità di autoregolazione e adattamento

Molti bambini con ADHD presentano anche irrequietezza motoria, difficoltà nel mantenere posture prolungate, scarsa consapevolezza corporea e affaticabilità, elementi che incidono sulla quotidianità scolastica e relazionale.

Il punto di vista osteopatico

L’osteopatia considera il bambino nella sua globalità, osservando la relazione tra struttura, funzione e capacità di adattamento del sistema nervoso. In presenza di ADHD, il trattamento osteopatico non si pone come cura del disturbo, ma come supporto al benessere generale e alla regolazione corporea.

Durante la valutazione osteopatica vengono presi in considerazione:

  •       l’organizzazione posturale globale
  •       la qualità del movimento
  •       il tono muscolare e la sua modulazione
  •       la mobilità del sistema muscolo-scheletrico
  •       la capacità di adattamento agli stimoli

L’obiettivo è favorire condizioni corporee che permettano al bambino di esprimere al meglio le proprie risorse.

Scuola, attenzione e postura

L’ambiente scolastico rappresenta uno dei contesti in cui le difficoltà legate all’ADHD emergono con maggiore evidenza. Restare seduti a lungo, mantenere l’attenzione su un compito e organizzare il gesto motorio richiedono un buon equilibrio tra regolazione attentiva e organizzazione corporea.

Molti bambini con ADHD mostrano posture instabili, cambi frequenti di posizione, appoggi asimmetrici o un’eccessiva tensione muscolare. Questi adattamenti corporei possono aumentare la fatica, ridurre la capacità di concentrazione e interferire con le attività scolastiche come la scrittura, il disegno e l’ascolto prolungato.

In questo contesto, il trattamento osteopatico può contribuire a migliorare la qualità della postura e del movimento, favorendo una maggiore stabilità e una migliore gestione dello sforzo. Un corpo più organizzato e meno affaticato rappresenta una base importante per sostenere i processi attentivi e l’autoregolazione, pur senza agire direttamente sui meccanismi cognitivi dell’ADHD.

Un approccio complementare, non alternativo

Alla luce delle evidenze disponibili, l’osteopatia va intesa come intervento complementare, inserito all’interno di un percorso condiviso con pediatra, neuropsichiatra infantile, psicologo, psicomotricista e altri professionisti coinvolti.

Il trattamento osteopatico può contribuire a:

  •       migliorare la qualità del movimento e della postura
  •       ridurre tensioni e compensi corporei
  •       favorire una migliore regolazione del tono
  •       sostenere il benessere generale del bambino

Non sostituisce in alcun modo la diagnosi né i trattamenti specifici per l’ADHD, ma può rappresentare un supporto utile in un’ottica integrata.

Collaborazione tra osteopata e psicomotricista nel trattamento dell’ADHD

Nel lavoro con bambini con ADHD, la collaborazione tra osteopata e psicomotricista rappresenta un valore aggiunto significativo. Entrambe le figure

pongono il corpo al centro dell’intervento, pur con obiettivi e strumenti differenti ma complementari.

La psicomotricità lavora sull’integrazione tra movimento, emozione, relazione e funzioni cognitive, aiutando il bambino a sviluppare capacità di autoregolazione, controllo dell’impulsività e organizzazione dell’azione nello spazio e nel tempo. L’osteopatia, parallelamente, si concentra sulle basi corporee che sostengono queste competenze: qualità del tono, organizzazione posturale, mobilità e capacità di adattamento del sistema neuromotorio.

Un dialogo costante tra osteopata e psicomotricista permette di:

  • condividere osservazioni sul funzionamento corporeo e comportamentale del bambino
  • ridurre compensi posturali e tensioni che possono interferire con l’esperienza motoria
  • rendere il lavoro psicomotorio più accessibile ed efficace
  • costruire obiettivi coerenti e realistici nel tempo

In un’ottica integrata, il trattamento osteopatico può preparare il corpo a una migliore disponibilità al movimento e alla relazione, mentre la psicomotricità favorisce l’espressione, l’organizzazione e l’integrazione delle competenze acquisite. Questo lavoro di rete, inserito all’interno di un percorso multidisciplinare più ampio, contribuisce a sostenere il bambino nella sua globalità.

Conclusioni

Il trattamento osteopatico può trovare spazio nel percorso di bambini con ADHD come intervento di supporto al benessere corporeo e alla capacità di adattamento, all’interno di un approccio multidisciplinare. Un lavoro basato sull’ascolto, sull’integrazione delle competenze e sul rispetto della complessità del bambino rimane l’elemento centrale di ogni percorso efficace.

Osteopata Elisa Savoia Psicomotricista Carli Martina


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